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Grazie, Enzo! Enzo Jannacci, “La mia gente” (1970)

Stampa questo articolo | mar 29th, 2013 | By maurizio | Category: General

Enzo Jannacci, La mia gente

La mia gente,

la mia gente muore,

la mia gente muore e nessuno se ne accorge,

io sto a guardare fuori, fuori che piove

e di questo morire

non ne voglio capire.

La mia gente,

la mia gente muore,

la mia gente muore e nessuno se ne accorge,

li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera,

gli avevan detto che era l’ultima sera.

Sì, ma tu, che con la tua automobile

hai scambiato la vita per una bella donna sfiorita,

ricordati che c’è, c’è ancora qualcuno che aspetta la filovia

e quando l’ha presa tira fuori un sorriso

perché ormai l’han convinto

che andrà in paradiso.

La mia gente,

la mia gente canta,

la mia gente canta e nessuno se ne accorge,

io sto a ascoltare ma non capisco le parole

e allora di rabbia,

alzo il volume della radio

e canto con lei

e canto con lei

contro la mia gente.

 

Testo scritto riportato da: Enzo Jannacci, Canzoni, con un saggio di Gianfranco Manfredi, Lato Side, Roma, 1980, pp. 96-97, con la correzione del refuso “so”, al posto di “sto”, nel quarto verso della prima strofa)

La canzone (scritta e composta da Enzo Jannacci) è stata pubblicata come ottava traccia dell’album di Enzo Jannacci, La mia gente, prodotto da Nanni Ricordi, ARC ALPS 110121, marzo 1970.

- Videoregistrazione di La mia gente, da Senza rete, RAI 1 (pubblicato da Notteamalfitana il 20 luglio 2012)

(dal sito www.youtube.com)

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