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Margherita Zoebeli

Stampa questo articolo | gen 20th, 2010 | By Leonardo Rossi | Category: cameo

Margherita Zoebeli (1)
di Leonardo Rossi

“Partire partirò, partir bisogna”(1)

I.
Sul finire del 1945 cominciò l’esperienza di Margherita Zoebeli
come direttrice del CEIS (Centro Educativo Italo Svizzero)(2) inaugurato il 1 maggio 1946 grazie al contributo del Soccorso Operaio Svizzero(3).
Si trattò di una nuova partenza tesa alla costruzione di una scuola nuova cominciando dai più piccoli in generale, e in particolare dai più svantaggiati, dai diversamente abili, dagli orfani.
Dovendo ricominciare dalle macerie materiali, morali e culturali, Zoebeli intraprese un cammino che merita di essere riletto e aggiornato. L’esergo è posto infatti come un’antifrasi sia rispetto ai tempi in cui quell’esperienza nacque sia rispetto ai tempi nostri.
II.
Margherita Zoebeli arrivò a Rimini inviata dal Soccorso Operaio Svizzero a cui l’amministrazione comunale si era rivolta per ottenere aiuto dopo i pesanti bombardamenti subiti nel 1944(4). Il CEIS, dedicato a Remo Bordoni, partigiano, fu personalmente diretto da Zoebeli fino al 1978 e in seguito continuò a essere al centro delle sue attenzioni fino alla sua morte, avvenuta nel 1996.
All’inizio il CEIS ospitò una scuola materna, una Casa dei Ragazzi per orfani civili e di guerra e un Centro Socio-Assistenziale. Da allora le strutture sono state potenziate e le attività si sono molto diversificate.
Nel sito dell’Associazione (http://www.ceis.rn.it/) è possibile trovare cenni storici, una presentazione accurata del Centro corredata da un piccolo album fotografico, una bella mappa
virtuale del Centro. Attraverso le informazioni sulle iniziative, sui corsi di formazione, sui progetti, sulle attività istituzionali che si trovano nel sito è possibile cominciare rendersi conto della varietà degli obiettivi e delle linee d’intervento su cui il CEIS si trova attualmente impegnato(5).

III.
Le parole chiave del CEIS sono cooperazione ed educazione.
Oggigiorno può sembrare piuttosto comune il solco tracciato da quegli obiettivi e modalità di relazione, ma allora furono strade nuove, non ancora percorse in Italia. Provenendo da una scuola gentiliana centrata esclusivamente sull’insegnamento, la novità costituita dalla miscela “cooperazione educativa” e “didattica attiva” era inaudita. Si trattava di una proposta pedagogica e didattica generale in sintonia con le esigenze della nascente scuola italiana repubblicana e democratica, indispensabile per affrontare l’estensione della scolarità non solo quantitativa, ma soprattutto culturale e sociale, la pluralità di bisogni in entrata e di aspettative in uscita del percorso formativo, la ridefinizione del rapporto insegnante, studente, contesto scolastico e sociale (dal rapporto istituzionale all’organizzazione della scuola e della didattica).
Il CEIS fu un’iniziativa seminale. Confrontadovisi e differenziandosi di lì a pochi anni nacque il Movimento di cooperazione Educativa(6) nella vicina Fano. In quegli anni del resto, in poco tempo, nacquero per iniziativa non istituzionale numerose altre esperienze che presto cominciarono a essere notate e conosciute(7) e che animarono i primi tentativi di riformulazione e di ridefinizione del rapporto scuola e società, scuola e territorio, scuola e cittadinanza in Italia.
Alcune di queste esperienze diventarono esempi e punti di riferimento, luoghi di ricerca e innovazione che nel medio periodo riuscirono, almeno per la scuola primaria, a incidere efficacemente e in profondità sul modo di fare scuola in Italia.

di Leonardo Rossi

Note

1 Incipit di una nota canzone contro la guerra, attribuito al cantastorie toscano Anton Francesco Mechi, composta nel 1799 contro la leva obbligatoria napoleonica.

2 Cenni di storia del CEIS sono pubblicati nella pagina http://www.ceis.rn.it/storia.htm. Nel sito si trovano informazioni sui progetti e le attività del CEIS e anche sulle iniziative della Fondazione Margherita Zoebeli.

3 Il Soccorso Operaio Svizzero (SOS) fu fondato nel 1936 dalle Donne Socialiste e dall’Unione Sindacale Svizzera per svolgere attività di solidarietà e assistenza nei confronti dei profughi della guerra civile spagnola. Il SOS opera seguendo i principi fondamentali di giustizia e di solidarietà, senza alcun pregiudizio di ordine religioso, politico e razziale ed è tutt’oggi una delle istituzioni di solidarietà riconosciute dalla Confederazione Svizzera. Il SOS ha sede a Lugano (CH). I suoi recapiti sono: via Zurigo 17, 6900 Lugano, T 091 923 17 76; sos.ticino@sos-ti.ch; www.sosti.ch.

4 A Rimini giunsero alcune decine di vagoni con le baracche che furono sistemate su progetto dell’architetto Felice Schwarz sul terreno devastato delle antiche rovine dell’Anfiteatro romano. Informazioni ampie e dettagliate sulla nascita del CEIS e sul contributo dato dagli anarchici nel corso degli anni si trovano in Virgilio Galassi, Il Centro Educativo Italo-svizzero di Rimini, in Bollettino Archivio Pinelli, n° 18, dicembre 2001, pp- 16-17, e Ugo Gobbi, Trent’anni all’asilo svizzero e dintorni, in Bollettino Archivio Pinelli, n° 18, dicembre 2001, pp. 18-24. Il bollettino
è scaricabile in versione pdf all’indirizzo: http://www.centrostudilibertari.it/pdf/boll18.pdf.

5 Per un quadro analitico e storico del CEIS, anche se non di recentissima pubblicazione, segnalo AA.VV., Una scuola una citta’. Il Centro Educativo Italo-Svizzero di Rimini, Venezia, Marsilio Editori, 1991 e Teo De Luigi e Stefano Pivato (a cura di), Memoria come futuro. Cinquant’anni di vita del CEIS, Maggioli Editore, Rimini 1996.

6 “Si arrivò così a promuovere un primo incontro di insegnanti il 2 giugno del 1951 a Rimini presso il CEIS,singolare scuola privata laica diretta dalla socialista svizzera Margherita Zoebeli, che Tamagnini più volte aveva visitato con le sue alunne dell’istituto magistrale di Fano.” Rinaldo Rizzi (a cura di), Dare il meglio di sé. La pratica educativa di Anna Marcucci Fantini dalla scuola primaria all’università, Quaderni del Consiglio regionale delle Marche, scaricabile all’indirizzo: http://www.consiglio.marche.it/informazione_ed_eventi/
pubblicazioni/quaderni/scheda.php?i=8.

7 Nel dopoguerra alcune iniziative al tempo stesso pedagogiche e sociali ebbero una certa notorietà che perdura ancora oggi nel tempo. Cito solo a titolo esemplificativo la Scuola-Città Pestalozzi fondata da Ernesto Codignola, la nascita dei Centri di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva (CEMEA), l’esperienza di Nomadelfia di Zeno Saltini, quella di Trappeto e Partinico di Danilo Dolci, la scuola di Barbiana di don Milani.

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  1. Presentazione del libro “Intervento sociale e azione educativa. Margherita Zoebeli nell’Italia del secondo dopoguerra”, a cura di Carlo De Maria, CLUEB, Bologna, 2012 (Centro educativo italo-svizzero, Rimini, 24 marzo 2012)
  2. Pasolini, maestro
  3. Polifemo educatore, Odisseo maestro
  4. Attivita’ e pubblicazioni del Gruppo di ricerca didattica di IRIS Storie e culture musicali in dimensione europea ma non eurocentrica (2009)
  5. Corso di aggiornamento “L’Italia e gli italiani” (Liceo “Clemente Rebora”, Rho/Milano, 21 marzo – 5 maggio 2011), promosso, nell’ambito del Progetto “Figli d’Italia”, dal Liceo Rebora, in collaborazione con IRIS
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One Comment to “Margherita Zoebeli”

  1. Rinaldo Rizzi scrive:

    Mi permetto di segnalarvi i seguenti miei due ultimi lavori (di cui si allega una scheda) che certamente possono interessare i corsisti di scienze della formazione primaria:
    R.R., Cooperazione e apprendimento (Crescere insieme a scuola), Ed. Junior-Spaggiari, nov. 2014, pp. 121, € 10,00.
    R.R., Pedagogia Popolare (L’itinerario di ricerca e azione del MCE), Sandhi Editore, nov. 2015, pp.90, € 8,00. In caso di un ordine superiore a cinque copie di Pedagogia Popolare sono in grado di fornirle al CEIS a 5 € alla copia, compreso il costo di spedizione.
    Per eventuali ordini a prezzo di copertina con invio gratuito versamento su IBAN: IT63V0760104800000051314490-.
    Vi saremo grati come MCE se vorrete segnalarli nel vostro sito.
    Un cortese grazie per l’attenzione.
    Distinti saluti
    Rinaldo Rizzi


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