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Opzioni di metodo

Stampa questo articolo | feb 17th, 2010 | By maurizio | Category: Opzioni di metodo

OPZIONI DI METODO DELLA ASSOCIAZIONE IRIS

(documento approvato il 23.5.2001 dal Consiglio Direttivo di IRIS)

 

1. Iris colloca la sua elaborazione nella prospettiva di un curricolo verticale dalla scuola di base alla scuola secondaria superiore, concepito attorno a nuovi elementi positivi di discontinuità e continuità, che vadano a sostituire quelli, inadeguati, contenuti nel curricolo tradizionale (un esempio di continuità negativa è la ripetitività ciclica della storia generale; un esempio di discontinuità negativa è la rigida compartimentazione tra cicli scolari).

2. La discontinuità tra cicli scolari deve tenere conto della diversità dei processi cognitivi e socio-affettivi
degli allievi
.

3. La continuità tra i cicli scolari deve essere costruita attorno all’adozione di alcuni elementi di metodo comuni:
gradualità nel passaggio degli studenti dalle ‘pre-conoscenze’ (saperi geostorico-sociali quotidiani, concetti spontanei, stereotipi) all’assimilazione dei saperi esperti geostorico-sociali;
assunzione della motivazione allo studio come problema didattico centrale; 
- uso di differenziati mediatori cognitivi, in funzione dei diversi stili di apprendimento degli allievi;
- dosaggio di obiettivi cognitivi e socio-affettivi; 
coerenza tra obiettivi, contenuti e metodi;
- adozione di pratiche di laboratorio storico e di area geostorico-sociale, finalizzate a far acquisire procedure e operazioni della disciplina/area e consapevolezze di tipo metodologico.

4. Nell’insegnamento della storia, l’esigenza di costruire quadri geostorico-sociali di riferimento può essere soddisfatta organizzando i contenuti attorno a grandi concetti periodizzanti, temi e problemi, tipologie e casi, filoni ricorrenti di temi e obiettivi. Va  sottoposta a critica la pretesa di esaustività e completezza del racconto storico, caratteristica della tradizionale storia generale ad impianto rigidamente cronologico-narrativo.

5. Iris sottolinea la necessità che l’insegnamento della storia preveda forti aperture di tipo interdisciplinare, soprattutto nei confronti di  discipline affini – affini per oggetto e, in una certa misura, per concetti e metodi – come la geografia e le scienze sociali (ma non solo). La convinzione di tale necessità, oltre ad avere dei fondamenti epistemologici e storiografici, è operativamente giustificata dal fatto che sussistono nella scuola condizioni didattico-organizzative che facilitano l’individuazione di una vera e propria area di insegnamenti geostorico-sociali, configurabile attorno a comuni macro-concetti fondativi (forze geostorico-sociali, fatti/fenomeni geostorico-sociali, contesti spaziali e temporali, variabili privilegiate) e collocata a metà tra l’approccio disciplinare in senso stretto e forme di interdisciplinarità più complesse.

6. Connessa all’insistenza sulle aperture interdisciplinari è la convinzione che l’insegnamento della storia debba darsi un compito prioritario: quello di soddisfare il bisogno degli studenti di orientarsi nel mondo attuale. Da questa convinzione deriva una serie di implicazioni metodologiche abbastanza nette:

 - grande attenzione alla soggettività degli studenti, nella relazione educativa, nella proposizione dei temi/problemi storici e connessi alla trasmissione della memoria tra le generazioni;
- percorsi didattici e progetti curricolari che stabiliscano un corretto ed esplicito rapporto tra presente e passato, dove l’indagine sul passato si motiva come tentativo di risposta alle più pressanti domande del presente e  restituisce la profondità storica del presente individuale e collettivo;
stretto rapporto con le grandi finalità educative trasversali, come l’educazione allo sviluppo sostenibile, alla pace, alle pari opportunità, interculturale, civica…, a cui la disciplina storica fornisce risorse metodologiche e
concettuali e da cui  assorbe finalità e criteri di selezione dei contenuti, delle strategie didattiche, degli obiettivi;

- attenzione critica verso la produzione storiografica veicolata dai mass media, cui sempre più spesso gli studenti e il pubblico non specialistico si rivolgono per soddisfare i loro bisogni di conoscenza storica e di orientamento nel presente.
 

7. Iris sostiene la necessità che l’elaborazione dei progetti curricolari, dei quadri generali di riferimento storico, delle pratiche di laboratorio riservi la dovuta attenzione scientifica e formativa alla dimensione mondiale e policentrica della  vicenda storica, e alla  pluralità dei punti di vista del racconto storico, sotto il profilo sociale e di genere. In altre parole: anche nella sfera dell’insegnamento è necessario che si compia il passaggio dalla Storia alle storie, con il conseguente ridimensionamento del tasso di etnocentrismo, sociocentrismo, sessocentrismo presente nel racconto della  tradizionale storia generale.
L’associazione sottolinea con forza la centralità di un approccio integrato agli obiettivi socio-affettivi e cognitivi, connessi all’insegnamento della storia, e la necessità di non trascurare il valore formativo della disciplina.
Questa scelta conduce ad una rivisitazione del tradizionale impianto storiografico dell’insegnamento della storia e all’apertura verso linee di ricerca storiografica ormai consolidate come la storia sociale, la World History, la storia di genere e delle soggettività.
 

8. Infine, Iris rilancia un’idea  della formazione, sperimentata in tutti questi anni, che ha l’obiettivo non solo di sostenere processi di innovazione e riforma dell’insegnamento della storia nella direzione indicata dalle opzioni precedentemente elencate, ma anche di stimolare la crescita di pratiche di cooperazione educativa e ricerca didattica tra gli insegnanti, nonché di costruire reti (anche telematiche) di comunicazione e
scambio di esperienze.

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