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Circolare ministeriale n. 94 del 18 ottobre 2011 “Valutazione periodica degli apprendimenti nei percorsi di istruzione secondaria di II grado. Indicazioni per l’a.s. 2011/12″

Stampa questo articolo | ott 22nd, 2011 | By maurizio | Category: Normativa

Circolare n. 94 (prot. n. 6828) del 18 ottobre 2011 della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica del Dipartimento per l’Istruzione del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) Valutazione periodica degli apprendimenti nei percorsi di istruzione secondaria di II grado. Indicazioni per l’a.s. 2011/12

(dal sito www.istruzione.it)

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2 Comments to “Circolare ministeriale n. 94 del 18 ottobre 2011 “Valutazione periodica degli apprendimenti nei percorsi di istruzione secondaria di II grado. Indicazioni per l’a.s. 2011/12″”

  1. Trioni Riccardo scrive:

    Sono un docente di discipline giuridiche ed economiche del Liceo delle Scienze umane opzione economico- sociale e, in merito alla Circolare n.94 del 18/10/2011 sulla valutazione degli apprendimenti, ritengo che in considerazione dell’età degli alunni del primo biennio sia più efficace, anche per meglio favorire l’acquisizione del linguaggio specifico della disciplina, una valutazione di tipo orale.

  2. Maurizio Gusso scrive:

    Caro collega,

    grazie per avere sollevato il problema e per averlo fatto in questo sito.
    Provo a rispondere, anche se sono un esperto di didattica della storia che ha lavorato a lungo, come insegnante e come formatore, con esperti di didattica del diritto e dell’economia e con docenti delle stesse discipline, ma non uno specialista di tali didattiche disciplinari.
    Suggerisco di girare la domanda alla AEEE (Associazione Europea per l’Educazione Economica) Italia e al suo sito http://www.aeeeitalia.it.
    Il collega Guido Marinuzzi dell’ISIS Carducci – Dante di Trieste, l’11.11.2011, ha posto una domanda analoga, a proposito della valutazione periodica degli apprendimenti di Scienze umane nel Liceo delle scienze umane – opzione Economico-sociale, al sito http://www.scienzesocialiweb.it della Rete di scuole Passaggi – Le Scienze Umane e Sociali in classe, ricevendo le risposte che si possono visionare alla pagina http://www.scienzesocialiweb.it/content/CM-94-dd-18102011.
    Sarebbe interessante capire perché le prove scritte siano considerate obbligatorie per Diritto ed Economia politica (come anche per Scienze umane) nel Liceo delle scienze umane – opzione Economico-sociale, ma non per Diritto ed Economia nel Liceo delle scienze umane (e nemmeno per Storia e Geografia nei Licei e negli Istituti tecnici e professionali).
    Certamente, la parte meno rigida della circolare risulta più chiara e condivisibile, laddove recita: “Va, comunque, sottolineato che la valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente e che le istituzioni scolastiche potranno individuare e adottare, nella loro autonomia e nell’ambito delle prove previste per ciascun insegnamento (scritte, orali, pratiche e grafiche), modalità e forme di verifica che ritengano funzionali all’accertamento dei risultati di apprendimento [...].
    Ciò significa che, anche nel caso di insegnamenti ad una prova, il voto potrà essere espressione di una sintesi valutativa frutto di diverse forme di verifica: scritte, strutturate e non strutturate, grafiche, multimediali, laboratoriali, orali, documentali, ecc.
    Infatti, come già indicato nella [...] circolare del 9 novembre 2010, le verifiche possono prevedere, a solo titolo di esempio e in relazione alle tipologie individuate dalle istituzioni scolastiche, modalità scritte anche nel caso di insegnamento a sola prova orale.
    Appare opportuno aggiungere che, in ogni caso, un’ampia varietà di forme di verifica concorre a valorizzare pienamente i diversi stili di apprendimento, le potenzialità e le diverse attitudini degli studenti”.
    Non credo che queste considerazioni siano utili solo per Storia e Geografia.
    Probabilmente servirebbe sdrammatizzare e relativizzare il discorso reimpostandolo meglio dalle fondamenta. Occorre non dimenticare che è impossibile praticare una seria forma di valutazione sommativa se non si è adottata, a monte, una progettazione curricolare/programmazione didattica seria e sostenibile, che preveda sensate e trasparenti forme di gerarchizzazione di finalità/obiettivi e conoscenze significative, di graduazione delle abilità, di verifica in itinere dei processi di insegnamento/apprendimento e di valutazione diagnostico-formativa. La valutazione sommativa dovrebbe riguardare non gli ultimi argomenti insegnati, ma i nuclei fondanti delle discipline e le competenze, le conoscenze significative e le abilità effettivamente privilegiate in tutto il periodo precedente della progettazione curricolare. Su un piatto della bilancia andrà messa l’utilità di sviluppare anche in Diritto ed Economia politica competenze di ricezione/produzione scritta; sull’altro andrà collocata una opportuna gerarchizzazione di obiettivi e strategie didattiche, tenendo conto anche della loro effettiva sostenibilità didattica.
    Per un repertorio esemplificativo e aperto di nuclei fondanti, competenze, conoscenze significative e abilità di storia rinvio agli allegati 1 e 3 del contributo di Marina Medi, Per un curricolo verticale di storia nel quadro dell’area geo-storico-sociale (2009), scaricabile da questo sito dalla pagina http://www.storieinrete.org/storie_wp/?p=621.

    Cordialmente.

    Maurizio Gusso


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